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Il TrentoDoc

Trentodoc: uno spumante firmato Trentino
Il Trentino è la terra del TRENTODOC, spumante metodo classico ottenuto a partire da un vino fermo sottoposto a rifermentazione in bottiglia e successiva lenta maturazione in contatto con i lieviti per un periodo non inferiore a 15 mesi.
La storia del TRENTODOC inizia nei primi del ‘900 quando viene importata in regione l’idea dello Champagne, prodotto dell’omonima area viticola con cui il Trentino appare avere molte affinità microclimatiche. Le colline che circondano la Valle dell’Adige presentano infatti ottima esposizione dei terreni, suoli minerali e gessosi ed una buona escursione termica giornaliera, tutti elementi indispensabili per ottenere uve adatte alla spumantizzazione, chardonnay e pinot bianco in particolare.
Una volta raggiunta l’eccellenza in vigna, con la produzione di uve di grande profilo gusto-olfattivo, e riconosciuta la doc Trento, il metodo classico trentino inizia ad affermarsi, entrando nel panorama enologico internazionale.
    
Dallo Chardonnay & Pinot Nero al TRENTODOC
Le uve impiegate per la produzione del TRENTODOC sono raccolte quando i frutti presentano buoni livelli di acidità e il giusto grado zuccherino.
Le uve arrivano in cantina in piccoli contenitori e sono pressate delicatamente in modo da ottenere il mosto fiore più adatto alla produzione di vini base spumante.
 
La posizione dei vigneti è molto importante, poiché contribuisce a determinare le caratteristiche peculiari delle uve e quindi del vino ottenuto. Chardonnay e pinot nero destinate alla spumantizzazione sono coltivate dai nostri viticoltori sulle colline circostanti la Piana Rotaliana, in Val di Non e Val di Cembra ad un’altitudine compresa tra i 400 ed i 600 metri s.l.m. Qui le viti trovano un microclima ideale, presentano meno vigore e maggior equilibrio.
 
Dopo la prima fermentazione del vino base, la produzione del TRENTODOC prosegue con la preparazione della cuvée, ottenuta assemblando diverse tipologie di vini base.
Al momento del tirage la cuvée è posta in bottiglia unitamente ad una piccola quantità di zucchero e lieviti. Le bottiglie, chiuse con tappo corona, sono quindi riposte in posizione orizzontale in appositi cestoni, dove avrà inizio la seconda fermentazione.
  
Terminata la presa di spuma, ovvero il periodo in cui il TRENTOODC rimane a contatto coi i suoi lieviti sviluppando il perlage, le bottiglie sono sottoposte a remuage, particolare tecnica attraverso la quale la bottiglia passa dalla posizione orizzontale a quella verticale, con il collo riverso verso il basso affinché i sedimenti si depositino vicino al tappo corona. Segue la sboccatura e l’aggiunta del liqueur d'expédition, uno sciroppo di cui ogni casa custodisce gelosamente la ricetta. E’ questo  che da un’impronta decisiva al prodotto finale.

redor

La nostra storia incontra quella di questo metodo classico nei primi anni 2000 quando, a fronte di una crescente e variegata produzione di chardonnay e pinot nero di diversa struttura e profilo gusto-olfattivo, l’enologo Pilati matura l’idea di dar vita ad un prodotto capace di valorizzare le peculiarità di queste uve. Una materia prima di eccellente qualità, proveniente dalle valli trentine più fresche e soleggiate, dove le viti danno il meglio di sé. Dalle loro uve, delicate e fragranti, nel 2006 nasce Redor, TRENTODOC forte e romantico come la sua terra.

   
Link al sito http://www.trentodoc.com/